BOLOGNA, NON È STATO… Alle 10.25 del 2 agosto 1980, una bomba fu piazzata da neofascisti nella sala d’aspetto della staz...

Scritto il 02/08/2026
BOLOGNA, NON È STATO…
Alle 10.25 del 2 agosto 1980, una bomba fu piazzata da neofascisti nella sala d’aspetto della stazione di Bologna.
Fu un attentato che ancora oggi non trova una sua precisa ricostruzione. Manca ancora l’identificazione dei mandanti veri della strage che costò la vita a 85 persone e ne ferì oltre 200, colpendo al cuore il Paese e scuotendo per l’ennesima volta la prima Repubblica, già provata da un escalation di attentati.
È presto spiegata la ragione per cui in Italia in quegli anni non si riuscì quasi mai ad accertare completamente i fatti. Accade quasi sempre quando ci sono di mezzo servizi segreti, logge massoniche e poteri mafiosi che in quegli anni hanno costruito legami fortissimi benedetti da apparati dello Stato deviati.
La strategia della tensione fu un complotto ordinato da pezzi deviati delle istituzioni che attraverso una saldatura con il terrorismo, hanno ostacolato ed impedito l’avanzata delle forze del lavoro, popolari, democratiche e progressiste, alla guida del Paese guidate a quel tempo dal Partito Comunista Italiano.
Oggi è tutto più semplice, l’eversione nera non ha bisogno di agire in modo collaterale allo Stato ma è già dentro e occupa pure ruoli così rilevanti da incutere spavento e paura tra chi ancora dentro le istituzioni cerca di rispettare i valori della Costituzione.
A distanza di 46 anni, dalla strage di Bologna, la ricerca della piena verità storica è un dovere civile, perché in uno stato normale non può coesistere il diritto alla trasparenza e il depistaggio, la Costituzione e l’eversione, la verità senza giustizia.
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